Un bambino di 18 mesi presenta una crisi convulsiva generalizzata tonico-clonica della durata di 3 minuti durante un picco febbrile di 39.2 gradi (faringite). Il bambino è ora in fase post-critica, con esame neurologico normale. Qual è la gestione più appropriata?
- Esecuzione immediata di TC encefalo0,0%
- Inizio di terapia profilattica cronica con fenobarbital0,0%
- ✓ EsattaRassicurazione dei genitori e terapia sintomatica della febbre100,0%
- Esecuzione di un elettroencefalogramma (EEG) in urgenza0,0%
- Ricovero per osservazione di almeno 48 ore0,0%
Risposte totali: 3. La risposta esatta è evidenziata.
Il commento
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Il caso descritto rappresenta una convulsione febbrile semplice.
Per definizione, una convulsione febbrile semplice è:
Le convulsioni febbrili semplici sono eventi benigni che colpiscono circa il 3-5% dei bambini sani.
Non aumentano significativamente il rischio di epilessia futura (il rischio rimane vicino a quello della popolazione generale, circa 1-2%) e non causano danni cerebrali o deficit cognitivi.
La gestione consiste nell'identificare la causa della febbre e nel tranquillizzare i genitori, spiegando la natura benigna dell'evento.
Non è indicata l'esecuzione di esami radiologici (TC o risonanza magnetica) né dell'EEG, che non ha valore predittivo per le recidive o per lo sviluppo di epilessia in questo contesto.
Il ricovero non è necessario se la clinica è chiara e i genitori sono affidabili.
La terapia profilattica continua con anticonvulsivanti non è indicata a causa del rapporto rischio/beneficio sfavorevole.
Il rischio di ricorrenza di una nuova convulsione febbrile è di circa il 30%.
È importante educare i genitori all'uso del diazepam rettale o midazolam oromucosale solo se la crisi dovesse superare i 5 minuti di durata.
Gli antipiretici migliorano il benessere del bambino ma non prevengono l'insorgenza della convulsione.